E’ morto Alex Zanardi, l’ironman che ha sfidato la vita
Lo comunica la famiglia, il decesso improvvisamente nella serata di venerdì 1° maggio. Aveva 59 anni e viveva alle porte di Padova. Dalla carriera nell’automobilismo all’incidente che gli costò l’amputazione delle gambe. La nuova vita nello sport paralimpico, i successi, lo schianto contro un camion durante una staffetta benefica in handbike

«È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, detto Alex, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari». Così, nella mattinata di sabato 2 maggio, un comunicato della famiglia.
«La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto. Le informazioni relative alle esequie saranno comunicate successivamente». Il campione abitava a Noventa Padovana, in provincia di Padova.

Chi era
Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, Zanardi si avvicina fin da giovane al mondo dei motori, iniziando con i kart. Il talento emerge rapidamente e lo porta a scalare le categorie fino ad arrivare alla Formula 1 all’inizio degli anni ’90. Corre con diverse scuderie, tra cui Minardi, Jordan e Lotus, senza però ottenere risultati di primo piano.
La svolta arriva negli Stati Uniti, nel campionato CART (Championship Auto Racing Teams), dove tra la seconda metà degli anni ’90 e il 1998 conquista due titoli, diventando uno dei piloti più apprezzati e spettacolari del circuito. Le sue vittorie e il suo stile di guida aggressivo lo rendono una figura molto popolare.

Nel 2001, durante una gara sul circuito tedesco del Lausitzring, è vittima di un gravissimo incidente che gli causa l’amputazione di entrambe le gambe. Dopo un lungo periodo di ricovero e riabilitazione, Zanardi riesce a tornare a una vita attiva e, contro ogni previsione, anche allo sport.
Negli anni successivi torna a guidare auto da corsa adattate, ma è nel ciclismo paralimpico che costruisce una seconda carriera di altissimo livello. Specializzato nell’handbike, conquista quattro medaglie d’oro alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, oltre a numerosi titoli mondiali.
Alex Zanardi, le venti foto che raccontano la vita del campione




















Parallelamente all’attività sportiva, diventa anche un volto televisivo e un testimone molto ascoltato sui temi della resilienza e della disabilità, raccontando spesso la propria esperienza personale.
Il 19 giugno 2020 un nuovo macigno sulla vita di Zanardi: durante una staffetta di beneficenza in handbike a Pienza, in Toscana, perde il controllo del mezzo e si schianta contro un camion. Le condizioni del campione sono gravissime: seguirà un mese di coma farmacologico e molti mesi di ricovero in centri specializzati.

A dicembre 2021 Zanardi rientra a casa, dove prosegue la sua riabilitazione seguito da professionisti e dalla famiglia. Quasi sei anni dopo l’incidente, il decesso.
Obiettivo3
Obiettivo3 è un progetto ideato da Alex Zanardi nel 2017 con l’obiettivo di avvicinare allo sport persone con disabilità.
L’iniziativa nasce dall’esperienza personale di Zanardi e punta a individuare, sostenere e accompagnare nuovi atleti nel percorso sportivo, aiutandoli a entrare nel mondo paralimpico. Obiettivo3 fornisce supporto concreto, sia economico sia organizzativo, facilitando l’accesso alle discipline e mettendo in contatto i partecipanti con tecnici, strutture e federazioni.
Nel tempo il progetto è cresciuto, coinvolgendo decine di atleti e diverse discipline, con l’intento non solo di promuovere l’attività sportiva, ma anche di favorire l’inclusione e una maggiore consapevolezza sulle possibilità offerte dallo sport alle persone con disabilità.
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