Donne e lavoro: dalla politica al giornalismo, quanta strada è stata fatta e cosa resta ancora da fare

Intervista alla giornalista Fabiana Martini, autrice del libro “Il governo delle donne”: è stata la prima vicesindaca di Trieste e si occupa di parità di genere da sempre. Ci racconta un percorso già tracciato ma ancora poco conosciuto

Elena PlacitelliElena Placitelli
La giornalista Fabiana Martini, autrice del libro "Il governo delle donne"

«Come mai in Italia le donne in politica sono ancora così poche? E quali difficoltà incontrano nel mondo del lavoro in generale?»

Se domande di questo tipo sono ormai note, vale probabilmente la pena di focalizzarsi sulle persone che cercano da tempo di dare delle risposte, soprattutto fra coloro che hanno avviato dei percorsi per inquadrare con precisione il fenomeno e cercare di invertire quella tendenza che vede ancora oggi l’Italia farne (cupa) cartina di tornasole. Fra queste la giornalista triestina Fabiana Martini, madre di tre figlie, prima vicesindaca di Trieste (dal 2011 al 2016) e prima donna laica a dirigere un periodico religioso in Italia.

Il libro “Il governo delle donne”

Ha cercato di dare delle risposte innanzitutto in un libro, “Il governo delle donne”, prefazione di Daniela Brogi e postfazione di Marco Damilano, pubblicato da Vita Activa Nuova, una casa editrice triestina che si pone di promuovere le iniziative letterarie delle donne senza precludere gli uomini dalle sue attività .

Nel suo libro, Martini ha dato voce a ventuno donne provenienti da varie parti d’Italia che tra il 2018 e il 2020 hanno assunto cariche amministrative e istituzionali; alcune di loro sono in carica ancora oggi, altre non più«Ventuno come le madri costituenti – sottolinea –, un numero non programmato ma suggestivo», una per ogni regione d’Italia, cui si aggiunge l’allora presidente della Commissione Pari opportunità dell’Anci Simona Lembi, autrice a sua volta del libro L’8 marzo spiegato a mio figlio”, uscito per Pendragon il mese scorso, a 80 anni dal primo voto delle donne in Italia.

Ventuno amministratrici italiane: stesse difficoltà 

«Non si contano le volte in cui, da vicesindaca, mi sono trovata a essere l’unica donna in una riunione…» così Martini. Ed è per questo che, terminato il mandato, «mi sono presa la briga di andare a intervistare di persona altre amministratrici italiane, appartenenti a schieramenti diversi e spesso contrapposti, di età e provenienza estremamente eterogenea». Il risultato? «È apparso evidente come i problemi che si trovano ad affrontare e i pregiudizi che devono superare sono molto simili fra loro».

Il volume, nato per ampliare un reportage che Martini aveva fatto per L’Espresso, è stato pubblicato la prima volta nel 2022, ma è ancora profondamente attuale.

Donne nella politica locale: i numeri

Sappiamo che, dal 1946 ad oggi, di strada ne è stata fatta. Oggi le donne sindache sono 1.187 (il 15,4% del totale), ma 40 anni fa erano solo 145. Contando anche vicesindache, assessore, consigliere e presidentesse del consiglio comunale, attualmente sono 44.402, il 35,3% del totale degli amministratori.

Lo dicono i dati, già noti, di “Donne in Comune 2026”, l’ultimo report che l’Anci ha dedicato alle donne nella politica locale, realizzato dall’Ufficio Banche dati e Ricerche dell’Associazione dei Comuni italiani sui numeri del Ministero dell’Interno.

Sindache e consigliere, se il Comune è donna: il Nord Est è pioniere (ma quanta strada ancora c’è da fare)
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Donne e lavoro: sessismo, scarsa visibilità, conciliazione dei tempi

«Le difficoltà di genere nel mondo del lavoro, compreso quello giornalistico, sono sempre le stesse – spiega Martini - ovvero il sessismo, la scarsa visibilità (rispetto agli uomini) e la conciliazione vita-lavorocon l’aggravante che le donne in politica sono personaggi pubblici: la ricerca “Attacking women or their policies? Understanding violence against women in politics” ha messo in evidenza come le donne che prendono parola pubblicamente rischiano tre volte in più rispetto ai loro colleghi uomini di essere attaccate non per i contenuti che esprimono, ma per il solo fatto di essere donne».

Donne e politica: il rischio di essere attaccate è tre volte più alto 

Il riferimento è allo studio condotto da Gemma Dipoppa, assistant professor alla Brown University Usa (con Gianmarco Daniele e Massimo Pulejo dell’Università di Milano): i ricercatori hanno messo in evidenza come «lo scopo degli odiatori sia sempre quello di rimettere la donna al suo posto, ovvero nella sfera privata».

Donne e giornalismo: la Commissione Pari opportunità della Fnsi

È nata così l’esigenza, sul piano nazionale, di rendere consapevoli di questo fenomeno anche coloro che si occupano di informazione. A questo pro Fabiana Martini, che fa anche parte della Commissione Pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), ha contribuito a promuovere il corso di formazione “Rewriting the story: media, gender, politics. La rappresentazione delle donne in politica”, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova.

«Il corso di formazione rivolto a giornaliste e giornalisti, che probabilmente riproporremo on demand in una versione attualizzata, è nato nell’ambito dell’omonimo progetto della Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) per valutare come l’informazione tratteggi le donne con ruoli di rappresentanza politica nelle istituzioni politiche, italiane ed europee, e negli enti locali, mettendo in evidenza come esse siano sottoposte a tre giudizi. Li potremmo riassumere così: l’aspetto fisico, l’essere moglie o figlia di, e il modo in cui si vestono».

Nella stessa ottica il seminario “Il super lavoro delle donne” promosso a marzo a Roma dalla Commissione Pari opportunità della Fnsi.

L’associazione Giulia

E ancora, l’attività che Martini svolge all’interno di Giulia (Giornaliste unite libere autonome), associazione di rilievo nazionale che si pone non solo di modificare lo squilibrio informativo sulle donne, ma anche di battersi perché le giornaliste abbiano pari opportunità nei luoghi di lavoro.L’associazione Giulia ha anche contribuito, assieme alle Cpo Fnsi, Usigrai e al sindacato giornalisti del Veneto, alla stesura del Manifesto di Venezia, per una corretta informazione sulla violenza di genere.

Chi sono le 21 donne intervistate da Martini

Ecco l’elenco delle amministratrici locali intervistate da Fabiana Martini dal 2 marzo 2018 al 10 luglio 2020

Giuseppina Colantoni, 1982, insegnante precaria, sindaca di Villetta Barrea (lista civica), Abruzzo.

Angela Fiore, 1969, architetta, assessora ai sassi di Matera (coalizione di centrodestra) dal 23.7.2018 all’8.1.2020, Basilicata. 

Elisabetta Tripodi, 1966, dirigente nella Pubblica amministrazione, sindaca di Rosarno dal 23.12.2010 al 29.5.2015, Calabria.

Emilia Delli Colli, 1976, farmacista, sindaca di Rocca d’Evandro (lista civica), Campania.

Luisa Guidone, 1983, avvocata, presidente del Consiglio comunale (coalizione di centrosinistra), Emilia-Romagna.

Laura Marzi, 1961, erborista, sindaca di Muggia (coalizione di centrosinistra), Friuli Venezia Giulia.

Flavia Marzano, 1954, docente universitaria, assessora a Roma Semplice dall’8.7.2016 al 23.9.2019 (M5S), Lazio. 

Elisabetta Anversa, 1962, casalinga, vicesindaca di Camogli (lista civica), Liguria.

Sumaya Abdel Kader, 1978, progettista e mediatrice culturale, consigliera comunale di Milano, Lombardia. 

Barbara Pagnoncelli, 1973, imprenditrice, assessora a Lavoro, attività produttive, industria, artigianato, agricoltura, politiche giovanili, software libero, politiche e fondi europei di Fabriano, (M5S), Marche. 

Antonella Matticoli, 1984, casalinga, assessora a Sport e politiche giovanili, edilizia sportiva e relativa gestione, traffico, viabilità e soste a pagamento di Isernia (coalzione di centrodestra), Molise. 

Paola Pisano, 1977, docente universitaria, assessora all’Innovazione (dall’1.7.2016 al 4.9.2019) di Torino (M5S) e successivamente Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione (dal 5.9.2019 al 13.2.2021), Piemonte. 

Francesca Bottalico, 1974, educatrice professionale, assessora al Welfare di Bari, (coalizione di centrosinistra), Puglia. 

Francesca Arcadu, 1975, impiegata amministrativa, già consigliera comunale di Sassari dal 2014 al 2019 (coalizione di centrosinistra), Sardegna.

Maria Concetta Di Pietro, 1973, avvocata, sindaca di Augusta dal 2015 al 2020 (M5S), Sicilia. 

Elena Meini, 1987, impiegata, presidente del Consiglio comunale di Cascina dal 2015 al 2020, successivamente consigliera (coalizione di centrodestra), Toscana.

Rosmarie Burgmann, 1962, commercialista, sindaca di San Candido (lista civica) dal 2015 al 2020, Trentino - Alto Adige. 

Stefania Proietti, 1975, ingegnera, sindaca di Assisi (coalizione di centrosinistra), Umbria. 

Alice Chanoux, 1991, operaia, sindaca di Champorcher (lista civica), Valle d'Aosta.

Francesca Toffali, 1973, avvocata, assessora a Attività economiche e produttive, commercio, arredo urbano, bilancio e tributi di Verona, Veneto.

Simona Lembi, 1972, dirigente politica, presidente Commissione Pari opportunità dell'Anci. 

 

 

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