Mama Kitchen Glutenfree: la ribelle del gusto

Roberta Luongo porta in tavola la sua battaglia quotidiana contro la celiachia, tra ricette, denunce e la voglia di non escludere più nessuno

Roberta Luongo

Non è forse dalla ribellione che nascono le più grandi conquiste? Per me è stato esattamente così. Sono Roberta, la mente, le mani e il cuore dietro Mama Kitchen Glutenfree. Diffondo ricette senza glutine su tutti i canali social e cucino in chiave gluten-free per tutti i celiaci che vogliono gustare i piatti della tradizione italiana senza rinunce.

Se oggi scrivo qui su questo sito, non è solo per condividere le ricette, ma per fare chiarezza su un tema che riguarda la vita reale di tantissime persone, oltre 260.000 celiaci diagnosticati in Italia. Solo in Veneto sono oltre 16.600, in Friuli Venezia Giulia quasi 4.700: nella nostra area vive quasi un celiaco italiano su dodici.

La svolta: una vacanza da incubo e la decisione di non rimanere a guardare

Tutto è iniziato durante una vacanza, un'esperienza che avrebbe dovuto essere un momento di relax e che invece si è trasformata in un incubo. Mi sono trovata praticamente a digiunare, sebbene la struttura ricettiva, all'atto della prenotazione, mi avesse assicurato pasti sicuri senza glutine. Giornate scandite da yogurt confezionati, insalata e raramente carne alla griglia. Col passare dei giorni anche le mie «scorte» portate da casa sono terminate (i celiaci viaggiano sempre con una borsa di cibo confezionato) ed è finito anche il pane e qualche biscotto. Nel mentre il buffet dei non celiaci traboccava di ogni tipo di prelibatezze che io potevo solo guardare.

In quei momenti di solitudine e fame, davanti alla solita insalata, un pensiero mi ha paralizzata: «e se al posto mio ci fosse stato un bambino?». Da donna adulta mi sono adattata alla situazione, ma il pensiero di un bambino che fa la fame, che si sente escluso, che si sente «diverso», mi ha fatto scattare una vera e propria ribellione interiore. Non potevo stare in silenzio di fronte a una realtà del genere.

La mia risposta: sensibilizzare, denunciare e offrire soluzioni

Ho scelto di trasformare la rabbia per quelle inadeguatezze in un'azione concreta. Sono sempre stata brava a cucinare ma la cucina senza glutine vuole ingredienti e regole diverse. Ho studiato le farine, la chimica. Ho sperimentato, ho fallito, ho riprovato, ho messo le mani in pasta per dimostrare che un'alternativa di piatti senza glutine di altissimo livello non è solo possibile, ma è un dovere etico.

In questi anni non mi sono limitata a stare dietro ai fornelli. Ho scelto di mettere la faccia per denunciare situazioni inaccettabili, accendere i riflettori sulle carenze della ristorazione, sulle attività scolastiche non inclusive, sulla speculazione dietro ai prezzi dei prodotti senza glutine. Con un unico scopo: sensibilizzare affinché nessun celiaco, soprattutto nessun bambino, debba più sentirsi ai margini.

Questo spazio su questo giornale è la normale prosecuzione della mia battaglia. Il cibo per molti è diventato un nemico. Il buon cibo deve ritornare a fare ciò che gli riesce meglio: nutrire il corpo in modo sano e unire le persone attorno alla stessa tavola, senza distinzioni e senza escludere nessuno.

Da Roberta si può anche andare a mangiare di persona: la sua cucina è un home restaurant, aderente alla piattaforma Home Restaurant e Hotel Italia.

Le sue ricette qui su «Sapori e territorio»

Roberta, fondatrice di Mama Kitchen Glutenfree, racconta la sua «ribellione del gusto»: da una vacanza senza cibo sicuro alla battaglia quotidiana per una cucina senza glutine che non rinunci al piacere. Seguiteci per leggere le sue ricette

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