Quando il femminicida si toglie la vita: tutti i casi più recenti a Nordest

L’ultimo dramma il 17 agosto 2026 a Campogara nel Veneziano: lui strangola l’ex compagna, poi si impicca. Nessun reato da perseguire, fascicolo chiuso per morte dell’imputato. 

Sofia Pegoraro

Dino Keber era già noto alle forze dell’ordine. Tania Terrin, 39 anni, aveva querelato l’ex compagno, di 43 anni, con tanto di certificato medico a corredo. A giugno 2026, il questore di Venezia aveva emesso nei confronti dell’uomo un ammonimento ufficiale.

Per la donna era stata predisposta una forma di vigilanza attraverso il passaggio delle auto dei carabinieri. Lunedì 17 agosto 2026 Terrin è stata trovata morta in casa a Camponogara (Venezia), strangolata dall’ex. Keber poi rientra in casa a Dolo, dove si è impiccato.

Uccide l’ex fidanzata e poi si toglie la vita: aveva provato a strangolarla anche 4 mesi fa
La redazione
L'abitazione di Tania Terrin, vittima di femminicidio: è stata uccisa dall'ex compagno

Nessun reato da perseguire, fascicolo chiuso per morte dell’imputato. A Nordest i casi di omicidio-suicidio vanno indietro di anni.

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Samia Bent Rejab Kedim muore a 46 anni uccisa dal marito a Udine. Mohamed Naceur Saadi di 59 anni, cittadino tunisino come la vittima, aveva un divieto di avvicinamento. La uccide con un coltello, anche se l’arma del delitto non sarà mai ritrovata. Subito dopo l’uomo scappa, si mette al volante in un tentativo di fuga. Lì il tragico epilogo: si scontra con un camion cisterna a Basiliano, in provincia di Udine, e muore sul colpo.

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Sono passati quasi 10 anni dalla vigilia di Natale del 2017 quando il corpo di Sofiya Melnik viene trovato in un dirupo, nei pressi di Romano d’Ezzelino. La donna, ucraina di 46 anni, viene gettata nel burrone dal compagno, Pascal Albanese, all’epoca 50enne e residente a Cornuda. Prima di sbarazzarsi del corpo, picchia violentemente la compagna. Subito dopo torna a casa e si impicca, nel garage dell’abitazione che condivideva con Melnik.

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Luigi Nocco e Sabrina Panzonato, marito e moglie, sono stati trovati morti davanti a casa, a Dogaletto di Mira. Siamo ad agosto 2017. Lei, 52 anni, è infermiera all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Lui, un anno più vecchio, è un poliziotto in forza alla questura di Venezia.

Nocco tira fuori un coltello e la ferisce, Panzonato cerca di scappare. Lì il marito decide di inseguirla con la pistola d’ordinanza: apre il fuoco. La donna muore sul colpo, lui gira l’arma e si spara.

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Gabriele Ghersina, 38enne di origine triestina, è assistente capo del secondo Reparto mobile della Questura di Padova. A maggio 2013 spara alla moglie Silvana Cassol, 50 anni, mentre dormiva. Poi ha rivolto l'arma contro se stesso e si è ucciso. A scoprire l'omicidio sono stati i colleghi di Ghersina: non vedendolo arrivare al lavoro sono andati a casa sua, dove hanno trovato i corpi, entrambi in camera da letto. L’uomo spara un colpo di pistola attutendo l'esplosione con un cuscino mentre la donna dormiva. I due erano sposati dal 2011 e lei, un tempo vigile urbano, da 10 anni era impiegata in Comune a Padova.

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Campalto, in provincia di Venezia, 2009. Domenico Digiglio, 47 anni, è un ex ispettore di polizia carceraria. Spara cinque colpi di pistola contro la moglie, Emanuela Pettenò, 42 anni. Poi rivolge l’arma alla tempia e si uccide.

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Chiara Bernardi ha 25 anni. È il 2008, lei lavora nell’ufficio dello Spisal di Conselve, in provincia di Padova. Si trova lì quando viene raggiunta dall’ex fidanzato Alessandro Milan, camionista di 24 anni. Il fucile da tiro calibro 22 è nascosto sotto la tuta da ginnastica. Apre il fuoco e uccide la ragazza con cui conviveva, al tempo tornata a vivere con i genitori e la loro figlia di un anno e mezzo. Ferisce gravemente anche Massimo Sturaro, 44 anni, dipendente dell'Usl 17.

 

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