Un’assistente Ai per i piccoli comuni: nasce «Bellina»
Il progetto pilota per avvicinare enti pubblici e cittadini promosso da uno spinoff di Unipd con San Bellino e la media partnership di Nord Est Multimedia. Ecco come funziona e perché può segnare una svolta

In Italia, i comuni sotto i cinquemila abitanti sono 5.500 su quasi 8.000. In Veneto sono 287 su 559, ossia poco più della metà. Tra questi c’è anche San Bellino, a sud ovest di Rovigo: 1.100 abitanti e la possibilità… di passare alla storia,
Qui, infatti, si è deciso di impiantare un progetto pilota di utilizzo dell’intelligenza artificiale al servizio della buona amministrazione e della cittadinanza. Questo duplice scopo è presto detto: i dipendenti del Comune, sgravati di compiti ripetitivi senza alcun valore aggiunto umano, posso essere meglio impiegati. Gli abitanti, aiutati nell’uso delle nuove tecnologie in un processo ormai ineludibile di alfabetizzazione digitale su vasta scala, possono ottenere risposte più rapide ed efficienti ai loro bisogni, si tratti di gestire una pratica o capire un nuovo provvedimento.
Il progetto, illustrato a Sociologia Padova, si basa su un portale dedicato e una web app: «Bellina». Tutto nasce da Meeple, spinoff dell’Università di Padova, che lo ha elaborato con il Dipartimento Fisppa (professor Claudio Riva) con il supporto di Aws e il sostegno economico di Fondazione Cariparo. Già: sostegno economico. Perché l’intelligenza artificiale non è gratis, ha i costi dei token (le chiamate per interrogare il database) ma anche quelli energetici: usarla per scopi sensati è il vero obiettivo.

Dario Da Re, motore del progetto, spiega che «Bellina» ha valore di test per tutta Italia: “E’ un modello replicabile, ci sono potenzialità enormi”.
«Cambiamento epocale»
Aldo D’Achille, sindaco di San Bellino, parla di cambiamento epocale. Nei piccoli comuni, spesso i (pochi) dipendenti fanno molte cose insieme: liberare le energie è un obiettivo perseguibile. Quanto all’utenza, «Bellina» è organizzata per argomenti e risponde a richieste e sollecitazioni – quello che si dice un chatbot – cercando di interpretare i reali bisogni di cittadini magari poco avvezzi a dialogare con una macchina.
Il rischio di allucinazioni, o meglio di rispose sballate, è davvero circoscritto perché il sistema ha una architettura chiusa, il che riduce di molto i rischi che prenda fischi per fiaschi. I dipendenti sono stati istruiti, ora tocca alla popolazione: ieri sera, gli abitanti sono stati riuniti in biblioteca per spiegare bene il progetto, con tanto di percorsi differenziati per età e livello di competenza digitale.
Il timbro di Nord Est Multimedia
“E’ una rivoluzione culturale”, chiosa Carmen Pezzuto a nome di Fondazione Cariparo. Il progetto ha la media partnership del gruppo Nem: “Sosteniamo convintamente l’iniziativa – spiega una nota – nella consapevolezza che le tecnologie basate sulle Ai devono ridurre il divario, e non aumentarlo”. L’assistente virtuale consente di accedere a regolamenti, modulistica e informazioni sui servizi comunali.
Una divertente chicca: “Bellina” risponde anche alle domande formulate in veneto, sapendo che in teoria la risposta multilingue è una opzione tecnicamente praticabile senza grandi difficoltà.

Il servizio si basa sul modello Claude di Anthropic e rispetta le norme sulla protezione dei dati personali e l’uso trasparente della AI. Al sistema è stato insegnato non solo dove trovare le informazioni richieste, ma anche come rispondere in maniera chiara e comprensibile, cosa che spesso… gli stessi umani faticano a fare. A seconda dell’utilizzo di «Bellina»– sia lato interno, sia esterno – si capirà quanto il modello debba essere riparametrato. Da questo punto di vista, impostata l’architettura, non sarà certo qualche aggiustamento in corsa a creare problemi.
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