Sport e arte: al Mart le sfide del corpo, pensando alle Olimpiadi

Dalle sculture della Grecia classica ai quadri di Guttuso fino ai collage di Cattelan, il Mart di Rovereto celebra due millenni di forza e bellezza plasmata dall’esercizio fisico

Franca Marri

Dall’arte classica alla fotografia contemporanea, dalla pittura alla videoarte e al design: la grande mostra allestita al Mart di Rovereto, pensata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, attraversa oltre due millenni di storia dell’arte indagando le potenzialità del corpo umano a livello estetico e fisico, celebrando lo sport nelle sue più ampie declinazioni.

Intitolata “Sport. Le sfide del corpo”, presenta 350 opere di pittura, scultura, fotografia, grafica compresi abiti, oggetti, documenti suddivisi in otto sezioni tematiche per la cura di Antonio Calbi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, e Daniela Ferrari, curatrice del Mart.

Cinque manichini flessibili rivestiti dell’iconica maglia bianco e nera space-dyed effetto fiammato, disegnata da Luca Missoni, accolgono il visitatore con il loro dinamismo, la loro leggerezza, eleganza ed elasticità, invitandolo ad iniziare il percorso espositivo da “Le origini”. Qui si incontrano i capolavori dell’arte greca che mostrano come già in epoca antica lo sport era inteso come gioco, competizione, sfida con se stessi oltre che nei confronti dell’avversario, nell’attenzione alla cura del proprio corpo e alla disciplina.

Dalle figure degli atleti e delle fanciulle danzanti dipinte sui vasi alle statue, statuette e gruppi scultorei, la visione del corpo femminile e maschile in movimento diventa idea di bellezza, armonia, misura, concentrazione. Valori senza tempo capaci di affascinare anche gli autori più contemporanei che all’antico guardano con nostalgia come Achille Funi nella sua pittura o andando alla ricerca di un magico mistero come Mimmo Jodice nel gioco di luci e ombre delle sue fotografie con gli Atleti di Villa dei Papiri di Ercolano. La bellezza plastica del corpo modellato dall’esercizio fisico evidenzia quindi il suo carattere di classicità passando intatta dai modelli greci ai gessi plasmati da Antonio Canova fino ai nudi fotografati da Robert Mapplethorpe.

Lotta grecoromana di Tullio Crali
Lotta grecoromana di Tullio Crali

Nella sezione “corpo a corpo” i pugili dipinti da Carlo Carrà o modellati da Romeo Gregori e Francesco Messina si fanno interpreti di un eroismo popolare e parlano di coraggio e di sudore, di forza e di dolore, di vittorie e di sconfitte. Il futurista Tullio Crali nel dipinto “La lotta grecoromana” fonde dinamicamente figure e spazio, laddove Marcello Dudovich stempera la tensione nella sua serie di cartoline dedicate al tennis che paiono alludere ad una liaison sentimentale.

Nei giochi di squadra è senza dubbio il calcio a ricevere un’attenzione particolare con i quadri di Renato Guttuso che evidenzia l’importanza della partecipazione del pubblico in una visione corale dello sport. Vi si affiancano le tele di Mario Radice e Titina Maselli, una tavola di Emilio Isgrò, un fotocollage di Maurizio Cattelan e alcune fotografie che ritraggono in campo Pier Paolo Pasolini il quale riteneva il calcio “l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”.

L’immagine della mostra è stata scelta tra le fotografie realizzate da Fabrizio Ferri con le atlete della squadra olimpica statunitense nel deserto Mojave, in California. Sono tra le immagini più spettacolari dell’esposizione per l’idea dell’attimo sospeso nel culmine dell’azione e l’idea di superamento di ogni limite spazio temporale.

Le sfide nell’acqua

Altrettanto spettacolare è il racconto dedicato alle sfide nell’acqua: la figura del tuffatore lega ancora una volta passato e presente come nella ripresa di Mario Ceroli dell’effige dell’affresco di una celebre tomba di Paestum, emblema del passaggio da una dimensione nota all’ignoto.

Alla purezza delle linee del “Tuffo” in verticale della scultura di Thayaht fa da riscontro la perfetta orizzontale del tuffo fotografato da Nino Migliori, mentre la videoinstallazione realizzata da Studio Azzurro originariamente per la Sala della gondola di Palazzo Fortuny a Venezia, propone una serie di monitor allineati orizzontalmente attraversati incessantemente da un nuotatore che si muove da uno schermo all’altro, instancabilmente. L’opera, intitolata “Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg)”, mantiene a tutt’oggi la sua grande suggestione, invitando a considerare lo sport quale metafora dell’esistenza.

Un capitolo particolare è quindi dedicato alla danza dove il corpo diventa musica, ritmo, leggerezza, poesia, nei dipinti simbolisti di Previati o futuristi di Depero e Severini, nelle fotografie con l’aerodanzatrice Giannina Censi o in uno scatto di Marion Wulz con la ballerina Alba Wiegele, fino alle forme nuovamente puramente plastiche di Roberto Bolle fissate dall’obiettivo di Giovanni Gastel.

E ancora tanto futurismo racconta la corsa in bicicletta, moto o automobile, mentre una tela più recente di Natino Chirico riprende il famoso scambio di borraccia tra Fausto Coppi e Gino Bartali. Nella stessa sala si trovano la bicicletta da strada e pista di Gino Bartali, quella del record dell’ora di Francesco Moser e la felpa indossata come divisa della Nazionale italiana di atletica leggera da Ottavio Missoni, prodotta nel maglificio Venjulia di Trieste. La sezione “Al freddo” con altri dipinti, fotografie, cartoline e manifesti come quello di Franz Lenhart dedicato alle Olimpiadi di Cortina del 1956, rimanda idealmente, direttamente, a Milano Cortina 2026.

La mostra, accompagnata da un ricco catalogo con ulteriori approfondimenti sul tema, è aperta fino al 22 marzo.

Alcune opere in mostra

Fabrizio Ferri, senza titolo, 1995
Fabrizio Ferri, senza titolo, 1995
Bicicletta da pista di Fausto Coppi_fine 1945_Collezione Paolo Amadori_Ph Ediciclo Editore
Bicicletta da pista di Fausto Coppi_fine 1945_Collezione Paolo Amadori_Ph Ediciclo Editore
La pattinatrice sul ghiaccio Melitta Brunner, Francia_1933 circa_Archivi Alinari, Archivio Petit Parisien, Firenze_Ph Archivi Alinari, Firenze
L'austriaca Melitta Brunner, pattinatrice sul ghiaccio - 1933
Maurizio Cattelan, A.C. Forniture Sud 1990-1991 Mart
La partenza del velocista Jesse Owens durante una gara di corsa, Francia_1935 circa_Archivi Alinari, Archivio Petit Parisien, Firenze_Ph Archivi Alinari, Firenze
La partenza del velocista Jesse Owens durante una gara di corsa - 1935
Giovanni Gastel, Roberto Bolle 2013, Archivio Giovanni Gastel
Giovanni Gastel, Roberto Bolle 2013, Archivio Giovanni Gastel
Carlo Carrà, Atleti in riposo (Pugilatori)_1933-1936_Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto_Collezione privata, courtesy Studio d’Arte Nicoletta Colombo, Milano
Carlo Carrà, Atleti in riposo (Pugilatori)_1933-1936_Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto_Collezione privata, courtesy Studio d’Arte Nicoletta Colombo, Milano

La scheda

Visitatori davanti ad alcune delle tele in mostra al Mart dedicate al calcio
Visitatori davanti ad alcune delle tele in mostra al Mart dedicate al calcio

Quando: da sabato 01 nov 2025 | a domenica 22 mar 2026

Prezzo: Intero 15 €, ridotto 10 € (biglietto unico per tutte le sedi del Mart)

Nell’ambito di Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e di Combinazioni_caratteri sportivi, Provincia autonoma di Trento.

Eventi collaterali
24 gennaio, ore 20.30 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Marco D’Agostin, First Love
Spettacolo teatrale
31 gennaio, ore 20.30 | Auditorium Fausto Melotti, Rovereto
Davide Enia, Italia - Brasile 3 a 2. Il ritorno
Spettacolo teatrale

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