Ritorni, record e carattere: ecco le donne che hanno acceso i Giochi
Non solo ori e record. Le Olimpiadi italiane hanno acceso i riflettori su storie di resilienza e dignità: la Nutella che salva Rebecca Passler, la maternità difesa da Francesca Lollobrigida, la rinascita di Lisa Vittozzi, l’orgoglio di Anna Danesi. Perché il vero trionfo, spesso, è tornare

A dieci mesi dall'infortunio che le ha distrutto il ginocchio; il ritorno dopo lo stop per diventare mamma; di nuovo in gara a vent'anni dal debutto olimpico. Non sono solo i numeri del medagliere a raccontare le imprese delle atlete, ma sono soprattutto le loro storie.
Storie di determinazione come quella di Rebecca Passler, azzurra del biathlon esclusa alla vigilia delle Olimpiadi per doping . Ma che non ha accettato il verdetto, dimostrando di essere stata vittima di una contaminazione involontaria. Venerdì la Corte d'appello l'ha riammessa alle gare. La ricostruzione - «Mi sono contaminata mangiando la Nutella con il cucchiaino usato da mia mamma, in cura per il cancro» - ha convinto i giudici.
Epilogo diverso per un'altra storia di determinazione. La stella dello sci Usa Lindsey Vonn , nonostante la lesione al crociato, ha inseguito il sogno di un'ultima gioia olimpica. Ma la sua caduta nella discesa libera di Cortina le è costata una frattura scomposta alla tibia, che probabilmente ha messo fine alla sua carriera. Ma la campionessa ha detto di non avere rimpianti.

Per restare oltre oceano, ha commosso la storia della canadese Piper Gilles, che ha vinto il bronzo con Paul Poirier nella danza su ghiaccio. Gilles è una sopravvissuta : nel 2022 ha lottato e vinto contro un tumore ovarico. La pattinatrice ha detto che Poirier le è stato sempre vicino, anche quando non ballavano più insieme, «perché le coppie di pattinaggio sono come matrimoni sul lavoro».

Per restare in casa azzurra: l'impresa di Federica Brignone , oro olimpico nel SuperG a dieci mesi da un infortunio che per altri avrebbe significato fine della carriera. Un risultato talmente straordinario, che anche per una campionessa come Brignone non poteva essere nemmeno una speranza, forse un sogno.
E poi Arianna Fontana alla tredicesima medaglia a cinque cerchi nello short track, dopo l'oro nella staffetta mista, e l'argento nei 500. A vent'anni dal debutto a Torino 2006, Fontana è diventata, con lo schermidore Edoardo Mangiarotti, l'atleta italiana con più medaglie olimpiche.
Per restare sul ghiaccio, i due ori di Francesca Lollobrigida hanno commosso il pubblico. Vincitrice nei 3000 e nei 5000, al culmine di una carriera che era stata messa in pausa per la nascita di Tommaso. E i primi abbracci dopo la vittoria dei 3000 sono stati per lui; peccato che Lollobrigida sia stata bersaglio di attacchi sul web per aver tenuto in braccio il figlio durante le interviste: «Io sono spontanea. Volevo abbracciare mio figlio perché non lo vedevo da una settimana. Ci sono rimasta male per alcuni commenti cattivi, anche da parte di donne».

Un percorso di rinascita è quello di Lisa Vittozzi , biatleta di Sappada, argento nella staffetta mista ad Anterselva. Da campionessa designata, seconda nella Coppa del Mondo generale nel 2019, diventa un'atleta in crisi. Decide di fermarsi, non necessariamente per ripartire. E invece nel 2022 si rimette gli sci ai piedi, ricomincia a sparare e ritrova il sorriso. Un sorriso che non spegne nemmeno l'infortunio alla schiena nel 2024. Le Olimpiadi di Cortina sono uno stimolo. L'argento nella staffetta certifica la rinascita.
Come per Sofia Goggia , bronzo nella libera, quando un anno prima stava riprendendo a sciare dopo un terribile infortunio e poi la delusione nell’uscita nel super G; e per la bellunese Lucia Dalmasso , altro bronzo nello slalom parallelo, dopo una serie di infortuni.
Angela Romei invece è diventata protagonista di queste Olimpiadi da esclusa illustre del curling. Il direttore tecnico Roberto Romei l'ha lasciata a casa, convocando invece la figlia Rebecca. Stefania Constantini , bronzo nel doppio misto, le ha dedicato la medaglia: «Sugli spalti, a fare la telecronaca e quindi a seguirmi veramente da vicino, c'è stata per tutta la settimana la mia compagna di squadra e migliore amica Angela Romei, con cui avrei voluto condividere questa esperienza olimpica la prossima settimana. Così non sarà, ma la porterò nel cuore con me».
Le Olimpiadi per le donne non erano iniziate nel migliore dei modi, almeno in Italia: con Matilda De Angelis scambiata per Miriah Carey, e le pallavoliste oro a Parigi non riconosciute da Paolo Petrecca, durante la cerimonia di inaugurazione a Milano. «Non mi importa. Io ho portato la torcia, lui ha fatto una figuraccia», ha sentenziato Anna Danesi , capitana di quella nazionale.
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