"Instabile e iperconnesso": il mondo visto dai futuri giornalisti della Link Academy

Mappa emotiva di una generazione: tra il timore dell'Intelligenza Artificiale e il sogno di raccontare Marte o il ritorno dell'Italia ai Mondiali. I 40 studenti del festival di Trieste si mettono a nudo: «Il giornalismo italiano è in crisi, ma resta una missione vitale»

La redazione

Un tempo veloce e iper collegato, incerto e senza equilibrio. Il mondo complicato che dobbiamo vivere.

Instabilità, distopico, cambiamento, tempismo, bolla, disastroso, caos, incisività, disorientamento, incerto, instabilità, cambiamento, incertezza, velocità, iperconnessione.

Abbiamo chiesto ai partecipanti alla Link Academy di indicarci una parola per descrivere questo nostro tempo. E le risposte sono queste. Risposte dinamiche, tendenti a raffigurare il presente come proiettato in avanti. Risposte cupe, che testimoniano precarietà e timore per il futuro. C’è qualche eccezione, con un’apertura di credito nel confronto del domani: tempismo, per esempio, o cambiamento.

A tutti gli studenti dell’Academy in arrivo a Trieste (oltre quaranta, ne fanno parte anche due studenti adulti) abbiamo formulato sette interrogativi. Abbiamo piazzato una linea alle 16 di martedì 7 aprile: sono arrivati quindici questionari compilati. Questa è la “mappa emotiva” dei punti di vista. Ed è interessantissima.

 

1. Chi sono, da dove vengo, che cosa studio.

  • Maria Rebecca, 20 anni, Ponte Samoggia, Bologna. Studio all’Università degli Studi di Ferrara, Scienze e Tecnologie della Comunicazione.
  • Massimiliano Piga, 56 anni, Cagliari. Studio giornalismo e comunicazione web.
  • Giulia Gallone, 21 anni, Alessandria. Studio Lettere Classiche, Università di Pavia.
  • Giulia Carasi, 22 anni, Cremona. Studio all’Università di Pavia, CIM (comunicazione, innovazione, multimedialità).
  • Alessia, 24 anni, Milano. Studio all’Un. dell’Insubria, scienze della comunicazione.
  • Vito Alò, 49 anni, di Monopoli. Studio a Foggia, Scienze della comunicazione.
  • Giulio Fortunato, 24 anni, Spoleto. Studio Filosofia all’Università di Perugia.
  • Asia Tandoi, 19 anni, Torino. Studio Lettere Moderne all’UniTo.
  • Massimo Rufo, 23 anni, Marino (Roma). Studio alla Sapienza La Sapienza LM-37 (Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione).
  • Giacomo Righetti, 20 anni, di Somma Lombardo (Va). Studio all’Un. dell’Insubria Scienze della comunicazione.
  • Vittoria Donna, 20 anni, di Serra San Quirico (An). Studio Lingue e Tecnologie per la comunicazione interculturale, Università di Bologna.
  • Ionela Oftici, 20 anni, Roma. Studio Scienze della Comunicazione a Tor Vergata.
  • Giada Capuzzi, 21 anni, di Brescia. Studio Lettere all’Università di Pavia.
  • Christian, 20 anni, di Varese. Università dell’Insubria, scienze della comunicazione.
  • Sofia Bertocchi, 22 anni, di Ferrara. Studio Scienze e Tecnologie della Comunicazione all’Università di Ferrara.

2. Perché ho deciso di essere presente a Link .

In questo caso non differenziamo le risposte; perché, salvo rarissimi casi, sono state di fatto tutte identiche. Il Link Media Festival è percepito dagli studenti soprattutto come un’opportunità di formazione e orientamento: un’occasione per avvicinarsi al mondo del giornalismo e della comunicazione attraverso il confronto diretto con professionisti, testimonianze capaci di chiarire meglio il futuro lavorativo.

La motivazione più diffusa riguarda la possibilità di capire dall’interno come funziona l’informazione, incontrare grandi firme e arricchire il proprio percorso di studi con un’esperienza concreta. «È un momento di formazione, di cultura – scrive per esempio Christian – e consente a ragazzi come me di approcciarsi al mondo del giornalismo, della scrittura attraverso il contatto diretto con figure professionali con esperienza». «Link – dice Giulio – mi è stato consigliato dalla mia relatrice di tesi. Sono rimasto colpito dal programma e dall’occasione di incontrare personaggi di rilievo e capire meglio cosa vuol dire fare questo mestiere». Massimiliano è l’unico che inserisce un dato di distinzione, di carattere glocal: «Credo – scrive – che confrontarsi con realtà oltre la Sardegna sia fondamentale». Alcuni sottolineano la rilevanza di comprendere le sfide del giornalismo contemporaneo e di promuovere la cultura dell’informazione di qualità.

 

3. Che cosa penso del giornalismo in Italia, oggi.

Maria: sta andando verso un lento declino, con l’AI. Le testate giornalistiche non sempre riportano le notizie con trasparenza poiché sono influenzate dalla politica.

Massimiliano: è in crisi profonda: polarizzato, influenzato dalla politica e con bassa fiducia pubblica.

Giulia G. : credo che ci sia una buona gestione e ricezione dell’informazione in Italia.

Giulia C. : si sta un po risollevando, dovrebbe dare spazio anche ai piu giovani.

Alessia: sta affrontando diverse sfide: crisi economica dell’editoria, l’avvento dei social media e dell’AI, fake news e perdita di fiducia nei giornalisti.

Vito: il giornalismo italiano non è totalmente libero.

Giulio: è in un certo senso “bloccato”. Le sfide sono numerose e le risposte devono essere immediate. Bisogna tornare alle origini, in tre parole: verità, libertà, potere.

Asia: è un campo ampio e complesso ma chi ne fa parte o chi ne ha fatto parte ha veramente rivoluzionato la storia del giornalismo italiano

Massimo: deve reinventarsi quotidianamente e ricercare oggettività nell’informazione per attirare l’attenzione dei più giovani.

Giacomo: professione di vitale importanza, considerando l’attuale sviluppo di società e tecnologia.

Vittoria: professione complessa, in quanto continuamente sottoposta a critiche e pressioni. Credo che oggi avere accesso all’informazione di qualità sia difficile.

Ionela: è fondamentale per capire una realtà sempre più complessa. Deve informare con responsabilità, verificare le fonti e aiutare i cittadini a distinguere i fatti dalle opinioni.

Giada: ha luci e ombre. Nonostante ci siano grandi giornalisti, capaci, competenti e anche coraggiosi, sembra che la libertà di stampa sia un po’ in pericolo.

Christian: è un mondo fragile e confuso, ma c’è ancora spazio per chi vuole mostrare veramente la sua voce, soprattutto con storie e non con opinioni.

Sofia: è fondamentale: informa, orienta e crea opinioni critiche, la vera discriminante è saper mantenere la qualità e l’obiettività, rese difficili dal contesto di infodemia a cui siamo sottoposti.

4. Se chiudo gli occhi e mi immagino giornalista tra pochi anni, questa è la storia della quale vorrei occuparmi.

Maria: la creazione di una riserva marittima alle Hawaii che protegga le specie marittime in estinzione.

Massimiliano: inchieste che toccano il cuore della Sardegna.

Giulia G.: il ritorno dell’Italia ai Mondiali di calcio.

Giulia C.: penso che mi occuperei di moda e spettacolo.

Alessia: un caso mediatico diventato virale che divide l’opinione pubblica.

Vito: vorrei scrivere di cultura, cinema, teatro. Ma anche ciò che blocca la crescita del nostro Paese.

Giulio: vorrei raccontare un evento come Tangentopoli o i processi di mafia ma anche la politica in toto.

Asia: interviste a personaggi di spettacolo italiani e internazionali.

Massimo: Sarebbe interessante potermi occupare dell’allargamento europeo ai paesi centro-orientali.

Giacomo: un’impresa dell’Italia ai Mondiali e alle Olimpiadi.

Vittoria: vorrei poter scrivere di importanti ricerche svolte nel campo della medicina.

Ionela: seguire una missione storica: il primo viaggio umano su Marte.

Giada: cultura e spettacolo. Il Festival di Sanremo è un ottimo esempio.

Christian: il ritorno dell’Italia ai Mondiali di calcio.

Sofia: guerra in Groenlandia, politica estera, dinamiche internazionali, organizzazioni globali.

 

5. Una notizia che mi ha appassionato negli ultimi mesi.

Maria: la cronaca del torneo di tennis di Indian Wells.

Massimiliano: guerra in Iran.

Giulia G.: notizie di guerra.

Giulia C.: guerra Stati Uniti-Iran.

Alessia: la rivolta della Gen Z in Nepal.

Vito: conflitti.

Giulio: referendum sulla giustizia.

Massimo: le conseguenze del referendum sulla giustizia.

Giacomo: il lancio di Artemis II.

Vittoria: il caso del chatbot Grok, dove sono state generate milioni di immagini sessualmente esplicite.

Ionela: le nuove scoperte sulla Luna e i progetti per tornarci nei prossimi anni.

Giada: tutte le notizie riguardanti le Olimpiadi.

Christian: la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio.

Sofia: l’impatto dell’AI nell’informazione e su chi decide e controlla cosa è vero e cosa diventa notizia.

 

6. Una figura decisiva, nel bene o nel male, in un campo qualsiasi dell’attualità.

Maria, Massimiliano, Giulia G. , Alessia, Giulio, Asia, Giacomo, Vittoria. Giada, Christian, Sofia: Donald Trump.

Giulia C. : Giorgia Meloni.

Vito: Fiorello.

Massimo: Pedro Sánchez, nel bene!

Ionela: Elon Musk.

7. Una parola che descrive bene il nostro tempo.

Maria: instabilità.

Massimiliano: distopico.

Giulia G.: cambiamento.

Giulia C.: tempismo.

Alessia: bolla.

Vito: disastroso.

Giulio: caos.

Asia: incisività.

Massimo: disorientamento.

Giacomo: incerto.

Vittoria: instabilità.

Ionela: cambiamento.

Giada: incertezza.

Christian: velocità.

Sofia: iperconnessione.

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