Bonus Mamme, più soldi e più beneficiarie: tutte le novità del 2026. La nostra guida
I requisiti per accedere, le informazioni su come, quando e dove presentare la domanda, cosa cambia rispetto al 2025: tutto quello che le madri lavoratrici devono sapere sulla rinnovata misura del Governo

Lievita il Bonus Mamme e viene esteso anche alle lavoratrici autonome. Queste le principali novità del 2026 per una delle misure più importanti introdotte dal Governo per il sostegno alle madri lavoratrici, così come definito dalla Legge di Bilancio 199/25.
Quest’anno l’importo aumenta del 50 per cento, passando da 480 a 720 euro annui, e potrà essere richiesto anche dalle lavoratrici autonome, finora escluse (con polemica) da questa forma di sostegno.
Il Bonus Mamme, introdotto con la Legge di Bilancio 2024 e successivamente affinato e potenziato, punta a sostenere le madri nel difficile equilibrio di conciliazione tra lavoro e famiglia, favorendo la permanenza e il rientro delle donne nel mercato del lavoro e riducendo al contempo il carico fiscale e previdenziale a loro carico. Vuole essere, in altre parole, un sostegno dello Stato a quelle famiglie che decidono di investire nei figli.
Già, partiamo dai figli. Che devono essere minimo due a carico per poter accedere al Bonus.
Altra caratteristica che differenzia il Bonus Mamme da altre forme di sostegno è il fatto che non sia legato all’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare, ma si basi esclusivamente sul reddito da lavoro della madre. Per contro, il Bonus Mamme non concorre alla formazione del reddito imponibile e non è considerato ai fini Isee.
C’è però un limite reddituale per l’erogazione: massimo 40 mila euro annui da lavoro.
Quanto vale il Bonus Mamme
Anzitutto i numeri: il Bonus Mamme 2026 si concretizza in un contributo alle donne lavoratrici pari a 60 euro al mese, quindi fino a 720 euro annui per chi lavora tutti i dodici mesi. Fino allo scorso anno, l’ammontare massimo era di 480 euro annui, ossia 40 euro al mese. Il Governo per il 2026 ha deciso per un aumento del 50 per cento, quindi 240 euro in più all’anno.
Viene erogato in un’unica soluzione che la Legge di Bilancio individua a dicembre 2026. Si tratta, come detto, di un contributo non rilevante per l’Isee ed esente da tassazione Irpef.
La madre percepisce il Bonus fino al decimo compleanno del figlio più piccolo, limite che sale al diciottesimo compleanno per le famiglie con tre o più figli.
L’estensione alle lavoratrici autonome
Una delle novità più rilevanti del Bonus Mamme 2026 è l’estensione alle lavoratrici autonome. In questa macro categoria rientrano le libere professioniste iscritte alle casse previdenza, artigiane e commercianti iscritte alla Gestione Inps, lavoratrici agricole autonome, collaboratrici coordinate e continuative.
Restano escluse le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter...), le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi all’Inps e chi ha irregolarità contributive non sanate.
I requisiti
Tre i requisiti fondamentali e tutti necessari per accedere al Bonus Mamme 2026
- Figli: almeno due quelli a carico, considerando i figli naturali, i figli adottivi, i figli in affidamento preadottivo. Il più piccolo deve avere meno di 10 anni, meno di 18 se i figli sono tre o più.
- Lavoro: la madre deve essere dipendente privata (a tempo determinato o indeterminato), dipendente pubblica o lavoratrice autonoma con iscrizione alla gestione Inps o alle casse professionali. Sono escluse le lavoratrici domestiche, le lavoratrici con tre o più figli con contratto dipendente a tempo indeterminato (per questa categoria c’è l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2026), le disoccupate.
- Reddito: il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40 mila euro. Non rientrano dunque nel calcolo dei 40 mila euro gli affitti, gli interessi, i dividenti, l’Assegno unico e altri bonus alla famiglia, il Tfr.
Come richiedere il Bonus Mamme
La domanda deve essere presentata per via telematica all’Inps cliccando a questo link oppure al Contac Center Multicanale o rivolgendosi ai patronati.
E’ necessario avere con sé un documento di identità in corso di validità, il codice fiscale della lavoratrice e dei figli, la certificazione unica CU o la dichiarazione dei redditi, i dati del datore di lavoro per le dipendenti, l’Iban per l’accredito della somma.
Quando richiedere il Bonus
Il Bonus Mamme 2026 è richiedibile già dal 1° gennaio. Entro il 31 gennaio 2026 è possibile presentare la domanda per il Bonus 2025 residuo. Le lavoratrici madri che hanno già presentato domanda nel 2025 possono inviare un’ulteriore istanza integrativa per i mesi eventualmente non inclusi nella richiesta precedente. Il termine vale anche per chi ha maturato i requisiti dopo il 9 dicembre 2025 (scadenza fissata lo scorso anno), purché entro il 31 dicembre 2025.
Il Bonus 2026 sarà erogato nel mese di dicembre 2026 in base ai mesi effettivamente lavorati. Chi presenta domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025, riceverà il pagamento a febbraio 2026.
Il caso delle lavoratrici a tempo indeterminato con 3 o più figli
Le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con 3 o più figli non possono accedere al Bonus Mamme 2026 ma solo al più vantaggioso esonero contributivo. Le due misure, va detto, sono alternative e non cumulabili.
L’esonero contributivo prevede la decurtazione al 100 per cento dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Non c’è alcun limite reddituale e l’erogazione avviene direttamente in busta paga ogni mese.
Le donne con due figli o quelle con tre figli e contratto a termine o lavoratrici autonome possono invece accedere solo al Bonus Mamme.
Gli altri Bonus
Il Bonus Mamme 2026 è compatibile e cumulabile con l’Assegno unico universale per i figli a carico, il Bonus Asilo nido, la Carta Dedicata a Te, le detrazioni fiscali per figli a carico, il Bonus Bollette, la Naspi.
Le altre novità 2026
Oltre al Bonus Mamme, la Legge di Bilancio per il 2026 ha introdotto altre due importanti novità per il sostegno alla genitorialità.
- Congedo parentale ordinario: è stata prolungata l’operatività, che ora è estesa fino ai 14 anni del figlio, restando fermi i limiti massimi e le modalità di fruizione. La misura è stata estesa anche per i figli disabili fino ai 14 anni.
- Malattia figlio: è stata potenziata nella fascia oltre i tre anni di età del figlio. I giorni fruibili da ciascun genitore passano da cinque a dieci annui e la fascia di età è estesa da 3-8 anni a 3-14 anni.
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