Ice swimming, il bagno nel lago ghiacciato: quando il coraggio si misura in gradi sotto zero

Dopo i campionati italiani, quaranta persone si sono immerse nell'acqua freddissima di Cave del Predil, a Tarvisio: tanti i benefici per il corpo

Francesco Mazzolini

La superficie del lago ricoperta dal ghiaccio, tanti occhi puntati addosso e poi giù, nell’acqua gelida, stringendo le mani dell’istruttore. All’indomani dei Campionati Italiani di Ice Swimming che si sono svolti con successo nel Lago di Cavazzo, a Cave del Predil una quarantina d’impavidi uomini e donne di ghiaccio, ha testato la prorpia resistenza fisica immergendosi nello specchio lacustre.

Il cielo annuvolato e qualche fiocco di neve che danzava nella solennità del paesaggio montano friulano, nel connubio con la temperatura dell’acqua che registrava poco più di un grado centigrado, e quella dell’aria 3 sotto zero, non hanno fatto desistere il manipolo di coraggiosi, provenienti non solo da tutta la regione ma anche dall’estero per affrontare un’esperienza da brividi. Nessuno ha desistito dal vivere interamente la propria immersione, lasciando invece, appena fuori dal morso siderale delle cristalline acque di Cave, un feedback d’esperienza entusiasmante.

L’avvio alle 10, con un appuntamento fissato fuori dal Ristorante Chalet al Lago, una sorta di “cella calorifera” pre e post esperienza per gli impavidi novizi o veterani dell’immersione in acque gelide.

L'immersione nell'acqua ghiacciata a Cave del Predil (Foto Petrussi)
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Il mentore dell’esperienza Giovanni Ghersina, dell’associazione Hadria, che ha lavorato per un progetto di nuoto tra dopo l’avvicinamento ai concetti di respirazione e ipotermia ha condotto gli allievi – chi scalzo chi con le infradito - verso il foro ricavato a suon di colpi di piccone e motosega dagli oltre 40 cm di ghiaccio della superficie del lago.

In condizioni normali, là dentro nessuno avrebbe immerso nemmeno la punta del mignolo nell’acqua tarvisiana, eppure ieri, più di trenta persone hanno deciso di metterci anche tutto il resto del corpo. Fra loro studenti, impiegate, maestre di yoga o apnea. Nessuno di loro usciva dai film della marvel, per alcuni era la prima volta ma tutti, in mezzo agli applausi del pubblico, hanno saputo confrontarsi con i propri limiti e cercare il calore dell’adrenalina nel cuore gelato di Cave del Predil.

Ice swimming a Cave del Predil: oltre 30 persone si immergono nel lago ghiacciato

«Nonostante ci diano dei pazzi esaltati o vogliano demonizzare questo sport – il parere di Ghersina – posso per esperienza confermare che la pratica riserva benefici confermati da riscontri scientifici, se un corpo in salute si cimenta in questa prova, sicuramente forte ma non proibitiva, ne ricava enorme giovamento. Non stiamo cercando di polarizzare attenzione mediatica o vendere qualcosa. Certamente, come ogni novità, ci vorrà del tempo per essere capiti e l’avvicnamento alle immersioni in acque gelide sarà lento e graduale, in perfetta coerenza alla filosofia di questa pratica che è fatta di silenzio e ascolto di sé».

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Uno alla volta i curiosi accreditati per l’immersione, oltre una trentina, muniti di certificato medico che ne attestava lo stato di conformità fisica, muovendo scalzi dalla riva alla lingua d’acqua preparata ad hoc, si sono lentamente calati nell’abbraccio invernale con l’acqua. La colorazione dei corpi, che dal loro consueto regime di circolo sanguigno hanno dovuto contrastare i 34 gradi di sbalzo termico, è passata dal pallore estremo a varie tonalità bluastre, fino a raggiungere il rosso rubino della vasocostrizione più estrema.

Esperienza da ripetere per gran parte dei partecipanti. Nessun malore, nessuna bronchite fulminante o ipotermia, solo urla di liberazione e scorpacciate d’adrenalina alla fine e l’applauso collettivo di una piccola famiglia dal grande cuore gelido che ha passato una domenica diversa ma sicuramente intensa.

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