Rinasce il “Triester Zeitung”: così la città si racconta a Vienna e Graz

Il giornale avrà tre edizioni ogni anno, con una distribuzione prevista al Caffè San Marco: sabato la presentazione

Zeno Saracino
La copertina del primo numero del giornale in lingua tedesca Trieste Zeitung
La copertina del primo numero del giornale in lingua tedesca Trieste Zeitung

Uno dei primi tipografi a Trieste era un tedesco da Vienna, un tale Johan Thomas Trattner nel 1756; e trent’anni dopo il primo giornale moderno di Trieste, il Triester Welt-Korrespondent, era un periodico bisettimanale in lingua tedesca, di nuovo invenzione di un viennese dal nome italiano, Cristiano Girolamo Moll.

Man mano che si dispiegava il secolo della borghesia, la minoranza tedesca a Trieste mantenne una vivace produzione giornalistica: nel 1838 il prussiano Jacob Lowenthal fondò l’Adria e negli stessi anni il foglio economico Journal des osterreichischen Lloyd con Karl Ludwig von Bruck; il bavarese Lodovico Herrmanstorfer lanciò nel 1851 la Triester Zeitung; e sempre sotto il cappello del Lloyd va ricordato il mensile Illustriertes Familienbuch.

Dal 1851 fino agli ultimi rantoli dell’aquila bicipite, nel 1918, il grande riferimento fu la Triester Zeitung che era, per la minoranza tedesca, l’equivalente de Il Piccolo per la piccola borghesia filoitaliana.

Nonostante fosse in lingua tedesca e avesse quale direttore un filoasburgico quale Franz Ernst Pipitz, il giornale ebbe sempre una linea liberale e attenta all’imparzialità: prova eloquente come venisse sottoposto a sequestro tanto quanto i giornali pro Italia.

Questo vivace mondo letterario, musicale e giornalistico scomparve nell’autunno del 1918; e se nel secondo dopoguerra il mondo pubblicistico sloveno ha ripreso vigore e tutt’oggi il giornalismo sloveno triestino mantiene alti standard, il vecchio mondo austro-tedesco è sbiadito come una cartolina sotto il sole. Eppure a Vienna e Berlino, a Monaco e Innsbruck, l’eredità imperiale riviveva nelle fascinazioni dei viaggiatori, nella ricostruzione di un mondo che era di grande popolarità in Austria e in Germania.

Vi è tutto un universo di romanzieri, giornalisti e poeti che scrivono su Trieste, ma le cui opere rimangono al di là del confine. Proprio il Caffè San Marco è diventato, negli ultimi cinque anni, un veicolo culturale per riportare i viennesi a Trieste, per riallacciare i rapporti tra la vecchia capitale e l’Atene dell’Adriatico.

Dapprima con le Rassegne di Letteratura Austriaca del Club Touristi Triestini (CTT); poi con le iniziative di TedEsco ad opera di CulturArteffetto e infine con l’iniziativa editoriale odierna. L’Antico Caffè San Marco pubblicherà infatti, a partire dalla presentazione prevista per sabato, 2 maggio, alle 11, un proprio giornale in lingua tedesca, di taglio culturale, tutto dedicato a Trieste e Vienna. Il Triester Zeitung avrà tre edizioni ogni anno, con una distribuzione prevista al San Marco, ma soprattutto nei (tanti) caffè storici viennesi. Trieste ritorna pertanto “a casa”, si realizza quel collegamento (ora anche ferroviario) tanto ricercato.

Sfogliando il primo numero, di sette pagine dense, colpisce la cura grafica: bianco e nero con bordature d’oro, a cura di Matteo Bartoli di Basiq. Il giornale esordisce con un’introduzione dell’ormai triestino Christian Klinger, noto in Italia per la pubblicazione de “Gli innamorati” di piazza Oberdan, a cura della Bottega Errante Edizioni; seguono poi, in ambiti anche enogastronomici, le osmize, la letteratura triestina, la Libreria Antiquaria Drogheria 28 con Volpato, ma senza dimenticare l’architettura con il brutalismo triestino, orgoglio internazionale, il progetto di Peter Lorenz e Giulia Decorti per la Costa triestina; e poi il teatro, la musica, le confessioni religiose, Leonor Fini e tanto altro.

«Trieste sta ridiventando un centro mitteleuropeo – spiega il gestore del Caffè San Marco Alexandros Delithanassis, ideatore del giornale –. Vi sono tantissimi legami già in atto tra Trieste e Vienna: grazie principalmente a Simone Weißkopf abbiamo pertanto riunito gli austriaci che già vivono in città, creando anche nuovi incontri e sinergie». «Noi vorremmo che Trieste diventasse un quartiere culturale di Vienna – continua Delithanassis – ma senza dimenticare Villach, Klagenfurt, Graz... Vendiamo già nella libreria le opere in tedesco degli austriaci che scrivono sulla città, pertanto questo giornale rappresenterà una naturale evoluzione. Ciò potrebbe essere poi un tramite per un progetto di ampio respiro che si allarghi a Praga, a Budapest e che si estenda anche a mostre, eventi, scambi culturali».

«Il giornale è sia per le persone che già conoscono Trieste e che desiderano approfondire le curiosità, le chicche sulla città, sia per chi non sa ancora molto sul capoluogo – spiega Simone Weisskopf-Garibaldi, direttrice didattica di CulturArteffetto Tedesco Trieste –. Inoltre anche i triestini doc che sanno il tedesco lo apprezzeranno; la distribuzione però sarà sicuramente negli alberghi cittadini, in quelli di Grado e stiamo indagando anche per le ÖBB. In generale gli austriaci che hanno comperato un immobile si sentono subito parte di Trieste; per loro è un po’ come essere a casa. Sono poi interessati a partecipare alle iniziative culturali e in generale alla vita della città. Non c’è però a Trieste un punto focale, un luogo di ritrovo per gli austriaci – conclude Weisskopf-Garibaldi –. Il Caffè San Marco, in tal senso, potrebbe candidarsi a giocare questo ruolo».

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